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martedì 5 luglio 2022

La verità sul caso Harry Quebert

Mi sono accostata ai romanzi di Joël Dicker leggendo La verità sul caso Harry Quebert, del 2012.

Avevo già visto la serie TV, il che è strano perché difficilmente guardo la trasposizione di un romanzo prima di leggerlo, se ho intenzione di leggerlo. Intenzione che infatti in questo caso non avevo, ma devo ammettere che ho trovato la miniserie diretta da Jean-Jacques Annaud così ben fatta che mi sono imbarcata nella lettura di 775 pagine che sono volate e da cui non riuscivo a staccarmi.


Il romanzo è incentrato sulla scomparsa della quindicenne Nola Kellergan avvenuta nell'agosto del 1975 ad Aurora, fittizia cittadina del New Hampshire. Il corpo della ragazza viene ritrovato casualmente 33 anni dopo nel giardino del famoso scrittore Harry Quebert, che viene accusato di averla uccisa.

Insieme al corpo infatti, viene ritrovato il manoscritto del romanzo di Harry Quebert Le origini del male con una dedica manoscritta: "Addio Nola, tesoro mio".  Lo scrittore, che confessa di aver avuto una relazione con la ragazza all'epoca dei fatti e di aver raccontato il loro amore nel libro, viene accusato dell'omicidio e arrestato.

Il suo ex-studente, ora scrittore affermato, Marcus Goldman, che non crede nella sua colpevolezza, si reca ad Aurora per scoprire la verità. Marcus però si accorge ben presto che qualcuno ad Aurora non gradisce che si indaghi sulla vicenda, infatti comincia a ricevere lettere minatorie e la macchina di Harry viene bruciata.

Questo tuttavia non scoraggia Marcus che persiste nell'intento di indagare e, dopo un inizio poco promettente, instilla dei dubbi anche nel sergente Gahalowood, che si sta occupando dell'indagine. I due quindi proseguono insieme e arriveranno alla verità, non solo sull'omicidio di Nola, ma anche su altri insospettabili protagonisti di quanto successo quell'estate del 1975 con l'arrivo di Harry Quebert ad Aurora.

Se ancora non avete letto nulla di Joël Dicker vi consiglio di farlo perché trovo i suoi romanzi veramente ben scritti. Io dopo aver letto La verità sul caso Harry Quebert ho continuato e letto gli altri (di cui vi parlerò presto) e a breve leggerò il nuovo libro che è appena uscito, Il caso Alaska Sanders.


domenica 31 ottobre 2021

Dolcetto o scherzetto?

Per intrattenermi con una lettura a tema Halloween ho deciso di rileggere uno dei miei romanzi preferiti di Agatha Christie, e allo stesso tempo anticiparmi con la tappa di Novembre della #ReadChristie2021 (che prevede un libro pubblicato dopo la seconda Guerra Mondiale) dato che è un romanzo del 1969: Poirot e la strage degli innocenti.


È la lettura perfetta perché tutto inizia proprio con una festa di Halloween per ragazzi tenuta a Woodleigh Common, a casa della signora Drake.

Durante la festa una ragazzina di 13 anni, Joyce Reynolds, viene uccisa, affogata in una tinozza d'acqua utilizzata durante la serata per il famoso gioco delle mele.

Alla festa è presente la scrittrice Ariadne Oliver, ospite di un'amica che vive a Woodleigh Common, e il giorno successivo al delitto si reca a Londra dall'amico Poirot per chiedere il suo intervento.

L'omicidio sembra opera di uno squilibrato introdottosi in casa durante la festa, a meno che non si debba credere alle parole di Joyce, che durante i preparativi della serata ha affermato di aver assistito ad un omicidio tempo prima. È difficile dare credito alla storia raccontata dalla ragazzina, nota a tutti per essere una gran bugiarda.

Ma dopo qualche giorno il fratellino di Joyce, Leopold, fa la stessa triste fine della sorella. Ecco che le affermazioni di Joyce sono sempre più difficili da ignorare.

A quale delitto potrebbe aver assistito Joyce? Le morti che possono rientrare in una casistica verosimile in paese sono poche e Poirot cerca di capire se è possibile collegare i fatti.

Come possono essere collegate fra loro le morti di una vecchia vedova molto ricca, la signora Llewllyn-Smythe, di un impiegato dello studio legale della signora, Lesley Ferrier e la sparizione di una ragazza au pair, Olga Seminoff? E come può essere collegato uno stupendo giardino all'inglese realizzato proprio per la signora Llewllyn-Smythe dall'artista Michael Garfield? 

Poirot riuscirà a trovare il bandolo di questa intricata matassa e riuscirà anche a salvare un'altra giovane vita innocente che sta per essere "sacrificata in nome della bellezza".

Questo è veramente uno dei migliori romanzi di Agatha Christie secondo me, anche per la presenza di Ariadne Oliver, un personaggio che mi piace molto. Chissà se dopo questa avventura Ariadne tornerà alle mele o continuerà con i datteri?

Vi consiglio questa lettura per Halloween ma se non avete tempo di leggerlo oggi niente paura, potete rimediare guardando la versione televisiva (che sarà trasmessa proprio stasera per festeggiare con Poirot la notte di Halloween).

Ci sono alcune differenze con la trama del libro ma ai fini della storia sono irrilevanti. Anzi devo dire che un espediente utilizzato dall'assassino per mascherare la sua colpa è più efficace nella serie tv che nel romanzo.

Bene allora siete tutti pronti per la serata più terrificante dell'anno?

Sfondo vettore creata da pikisuperstar - it.freepik.com


domenica 11 luglio 2021

L'assassinio di mia zia

Circa un mese fa ho fatto un giro al mercatino dell'usato della mia città; da qualche tempo a questa parte si trovano anche libri. Questa volta un banco aveva addirittura un intero scatolone pieno di libri gialli, mezzo nascosto da altre cose.

Mi sono smessa a spulciare e sono tornata a casa con un discreto bottino di romanzi degli anni '30. Fra questi L'assassinio di mia zia di Richard Hull del 1934. Per descriverlo in una parola: SORPRENDENTE!



Richard Hull è una dei più fantasiosi scrittori gialli degli anni '30 e grande maestro dell'inverted detective story, ovvero quei romanzi in cui all'inizio viene descritto il crimine, incluso il colpevole e lo sviluppo della storia consiste nel tentativo del detective di risolvere il mistero. Un esempio che sicuramente abbiamo tutti presente è la serie tv del Tenente Colombo.

L'assassinio di mia zia è il primo romanzo di Richard Hull e rimane il suo capolavoro. Raccontato in prima persona da Edward, un giovane sfaccendato amante delle comodità che vive con la zia, che lui definisce tirannica, si svolge in uno sperduto paesino del Galles.

Edward vorrebbe vivere altrove ma purtroppo dipende economicamente dalla zia che gli passa un mensile per le sue esigenze, ma che non sarebbe sufficiente per affrancarsi dal controllo della zia e trasferirsi.

Mildred, la zia, non manca certo di far notare al nipote le sue mancanze e la sua natura fiacca e svogliata con acute frecciatine che a volte sfociano in veri e propri litigi.

Le loro schermaglie mi hanno riportato alla mente Zia Mame di Patrick Dennis, anche se questa volta l'affetto fra zia e nipote è un lontano ricordo, se mai c'è stato. Infatti Edward, dopo l'ennesimo tiro mancino giocatogli dalla zia, decide che la misura è colma: la zia deve morire.

Seguiamo quindi il giovane nell'impresa di eliminare sua zia. Dapprima prova con un incidente automobilistico, ma chi ne fa le spese è il suo povero pechinese So-So, mentre la zia ne esce quasi illesa.

Tenta poi di incendiare la casa, premurandosi di essere a miglia di distanza allo scoppio dell'incendio. Ma anche questa volta il piano di Edward non sortisce il risultato sperato e al ritorno a casa trova la zia più in salute di come l'aveva lasciata.

La situazione comincia a diventare antipatica, possibile che vada sempre tutto storto? Quindi Edward comincia a pensare al veleno: sarà la volta buona? Riuscirà a liberarsi della zia? Attenzione, perché il colpo di scena è dietro l'angolo.

Avete mai letto nulla di Richard Hull? Cosa ne pensate?


sabato 26 giugno 2021

Nemesi

Qualche tempo fa ho scoperto l'esistenza di un libro del 2017, edito da Primula Editore, scritto da Maurizio Merlo e Attilia Vicini, intitolato C'è un cadavere tra i fiori. Il verde nel giallo (I giardini in Agatha Christie).

Mi sono subito fatta prendere dall'entusiasmo, come mi capita sempre quando scopro qualche libro che parla della regina del giallo che ancora non conosco.

In realtà però devo ammettere che sono rimasta un po' delusa da questa lettura perché mi aspettavo uno studio molto più approfondito delle opere della Christie che rivelasse nuove chiavi di lettura per il ruolo del giardino nelle sue opere o, se non nuove, almeno un po' più articolate.

L'idea di partenza in effetti è ottima. Si tratta di un libretto diviso in capitoli in base alla classificazione dei giardini comparsi nell'opera della scrittrice: il giardino come movente, il giardino come luogo del delitto, il giardino del ricordo, il giardino e l'infanzia e così via.


Le premesse ci sono tutte, ma la maniera in cui questi argomenti sono stati trattati mi ha lasciato perplessa. Speravo ne venisse fatta un'argomentazione approfondita, mentre invece ho trovato un elenco di brani estrapolati dai romanzi con un breve commento degli autori che però, a mio parere, sono troppo scarni. Sarebbe stata interessante una trattazione molto più articolata, mentre qui è stata solo scalfita la superficie di un argomento che avrebbe ancora molto da dirci.

Avendo letto quasi tutti i romanzi di Agatha Christie, se penso a quelli in cui il giardino svolge un ruolo importante il mio primo pensiero va automaticamente a Miss Marple e al suo giardino a St. Mary Mead, senza soffermarmi su un titolo in particolare. Se devo pensare invece a un romanzo nello specifico, il mio pensiero va a Poirot che passeggia nel giardino progettato e curato da un pazzo in Poirot e la strage degli innocenti.

Per la tappa di Giugno della #ReadChristie2021 ho comunque scelto Miss Marple ma non il suo giardino.

Ho riletto da poco Miss Marple nei Caraibi per il #goldenwpmengdl organizzato da @sfogliarsi, dove l'arzilla vecchietta fa la conoscenza di Jason Rafiel, un ricco e malandato uomo d'affari con il quale risolverà un delitto.

Mi è sembrato naturale quindi proseguire con Miss Marple: Nemesi, che possiamo considerare il "seguito" di Miss Marple nei Caraibi.

Miss Marple non ha più modo di incontrare il signor Rafiel dopo l'avventura nei Caraibi, anche se lui conserva fino alla fine un ricordo della donna quando le apparve di notte avvolta in un foulard rosa usando la parola Nemesi per descrivere se stessa.

Quindi quando, più di un anno dopo questi avvenimenti, le capita di leggere il nome Rafiel fra i necrologi non ricorda subito perché il nome le sia famigliare. A breve però l'avventura tropicale le torna alla mente ma rimane comunque sorpresa quando viene convocata a Londra nello studio legale degli esecutori testamentari di Jason Rafiel.

Pensa che potrebbe averle lasciato dei libri di floricoltura conoscendo la sua passione per il giardinaggio, oppure una spilla appartenuta ad una vecchia zia. Non può certo immaginare cosa la aspetta.

Il signor Rafiel infatti le ha lasciato un compito da portare a termine, deve fare delle indagini su un omicidio e se riuscirà a far luce sul delitto le verrà consegnata una somma ragguardevole.

Già, un delitto. Ma quale delitto? Le informazioni finiscono qui, il resto a tempo debito. Un po' poco per prendere una decisione, ma Miss Marple decide comunque di accettare.

Inizialmente comincia a svolgere le prime indagini alla cieca, organizzando anche un incontro "fortuito" con la ex-segretaria del signor Rafiel, anch'ella conosciuta durante il soggiorno caraibico.

Ma a metterla sulla strada giusta sarà lo stesso signor Rafiel con una lettera in cui le comunica di aver predisposto tutto per un nuovo viaggio, questa volta in patria. Si tratta di un Tour della "Famous Houses and Gardens of Great Britain" in cui si farà visita a giardini e ville d'Inghilterra degni di interesse.

Dunque Miss Marple prepara la valigia e si appresta a partire per una nuova avventura.

Il libro mi è piaciuto molto, apprezzo quando vengono fatti riferimenti a fatti o personaggi già incontrati in precedenti romanzi. Mi piace il senso di continuità che ne deriva e trovo che questo caratterizzi meglio i personaggi.

E voi invece? Gradite questi collegamenti o preferite i romanzi del tutto autoconclusivi?