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lunedì 18 luglio 2022

L'enigma di Torquemada

Non ero a conoscenza dell'esistenza di questo libro, ma quando un'amica me ne ha parlato ho subito cercato informazioni e non ho resistito: volevo provare!


Per i pochi che ancora non sanno di cosa si tratta, La mascella di Caino, scritto da Torquemada, pseudonimo del cruciverbista inglese Edward Powys Mathers, è stato pubblicato per la prima volta nel 1934. È tuttora uno dei misteri più complicati mai scritti e ad oggi risolto da pochissime persone nel mondo.

Si tratta infatti di un romanzo giallo molto particolare, in cui le 100 pagine di cui si compone non sono stampate nell'ordine corretto e il compito del lettore sarà infatti quello di riordinare le pagine per scoprire vittime e carnefici dei 6 omicidi che avvengono.

Alla sua prima pubblicazione, nel 1934, sono state messe in palio 15 sterline e solo in 2 hanno risolto l'enigma. Un'altra persona è riuscita nell'impresa nel secolo corrente, il comico John Finnemore, aggiudicandosi 1000 sterline.

Ora Mondadori ha deciso di far cimentare nella soluzione dell'enigma i lettori italiani, con una traduzione uscita nel marzo scorso ad opera del collettivo di traduttori che si riconoscono con lo pseudonimo di The Crime Badger, un mistero nel mistero possiamo dire.

E anche questa volta c'è un concorso che mette in palio un buono di 500 € per chi troverà la soluzione corretta entro novembre.

Quindi se pensate di provarci non vi resta che procurarvi il testo e un paio di forbici. Si, avete letto bene: forbici! Perché le 100 pagine andranno tagliate per poterle riordinare correttamente. So che tanti inorridiranno a queste parole, e in effetti anch'io non sono stata felice di farlo, ma non c'è altro modo. Inutile pensare di farsi aiutare dal senso delle frasi che si interrompono alla fine della pagina perché non ce ne sono. Praticamente tutte le pagine finiscono con un punto fermo.

Io ci sto provando e devo dire che è molto interessante e divertente, anche se sono ancora ben lontana da una possibile soluzione. Però posso dire che oggi abbiamo l'ausilio di internet per districarci nel dedalo di riferimenti letterari e citazioni di cui è costellato il libro, strumento che ai primi solutori mancava.

Se ci state provando anche voi e avete suggerimenti o volete confrontarvi scrivetemi: potremmo provare a risolvere insieme l'enigma, non tanto per il premio, quanto  per la gloria che ne deriverebbe.

Aspetto le vostre opinioni, buone indagini!



lunedì 27 giugno 2022

Non c'è più scampo

Per la tappa di giugno della #ReadChristie2022 la traccia richiedeva una lettura che avesse a che fare con l'archeologia.

Ho seguito il gruppo di lettura di Marco e Davide di @radicalging, Chiara e Laura di @sisters.books e Sara di @istantanea_di_un_libro, e ho letto Non c'è più scampo (1936), che è stata anche la scelta ufficiale di @officialagathachristie.

In questa avventura il ruolo di narratore, spesso assunto dal capitano Hastings, viene assolto da Amy Leatheran, infermiera.

La signorina Leatheran viene assunta dal professor Eric Leidner, archeologo a capo di una missione in Mesopotamia, per prendersi cura della moglie Louise che ultimamente sembra essere vittima di qualche scherzo della mente. Inoltre riceve delle lettere minacciose apparentemente inviate dal suo primo marito, che risulta deceduto.

La tranquilla vita della missione viene sconvolta dal delitto di Luoise, che tutti attribuiscono a un visitatore esterno. Ma come è riuscito l'assassino a passare inosservato? 

Per fortuna Poirot si trova poco distante e il suo intervento sarà determinante per risolvere il caso, aiutato questa volta dall'infermiera Leatheran, molto più acuta del capitano Hastings.

Non c'è più scampo è uno dei romanzi che compongono la cosiddetta Trilogia esotica della Christie, insieme ad Assassinio sul Nilo, pubblicato nel 1937 e La domatrice pubblicato nel 1938. 

Personalmente non avevo mai preso molto in considerazione le avventure ambientate in medio oriente, le ho sempre "lasciate indietro", preferendone altri più tradizionali, ambientate in Inghilterra. 

Ma devo dire che mi sono dovuta ampiamente ricredere, perché tutti i tre romanzi che compongono la trilogia mi sono piaciuti molto

E voi quali ambientazioni preferite? La verde Inghilterra con le sue dimore di famiglia o i luoghi esotici bruciati dal sole? 



domenica 11 luglio 2021

L'assassinio di mia zia

Circa un mese fa ho fatto un giro al mercatino dell'usato della mia città; da qualche tempo a questa parte si trovano anche libri. Questa volta un banco aveva addirittura un intero scatolone pieno di libri gialli, mezzo nascosto da altre cose.

Mi sono smessa a spulciare e sono tornata a casa con un discreto bottino di romanzi degli anni '30. Fra questi L'assassinio di mia zia di Richard Hull del 1934. Per descriverlo in una parola: SORPRENDENTE!



Richard Hull è una dei più fantasiosi scrittori gialli degli anni '30 e grande maestro dell'inverted detective story, ovvero quei romanzi in cui all'inizio viene descritto il crimine, incluso il colpevole e lo sviluppo della storia consiste nel tentativo del detective di risolvere il mistero. Un esempio che sicuramente abbiamo tutti presente è la serie tv del Tenente Colombo.

L'assassinio di mia zia è il primo romanzo di Richard Hull e rimane il suo capolavoro. Raccontato in prima persona da Edward, un giovane sfaccendato amante delle comodità che vive con la zia, che lui definisce tirannica, si svolge in uno sperduto paesino del Galles.

Edward vorrebbe vivere altrove ma purtroppo dipende economicamente dalla zia che gli passa un mensile per le sue esigenze, ma che non sarebbe sufficiente per affrancarsi dal controllo della zia e trasferirsi.

Mildred, la zia, non manca certo di far notare al nipote le sue mancanze e la sua natura fiacca e svogliata con acute frecciatine che a volte sfociano in veri e propri litigi.

Le loro schermaglie mi hanno riportato alla mente Zia Mame di Patrick Dennis, anche se questa volta l'affetto fra zia e nipote è un lontano ricordo, se mai c'è stato. Infatti Edward, dopo l'ennesimo tiro mancino giocatogli dalla zia, decide che la misura è colma: la zia deve morire.

Seguiamo quindi il giovane nell'impresa di eliminare sua zia. Dapprima prova con un incidente automobilistico, ma chi ne fa le spese è il suo povero pechinese So-So, mentre la zia ne esce quasi illesa.

Tenta poi di incendiare la casa, premurandosi di essere a miglia di distanza allo scoppio dell'incendio. Ma anche questa volta il piano di Edward non sortisce il risultato sperato e al ritorno a casa trova la zia più in salute di come l'aveva lasciata.

La situazione comincia a diventare antipatica, possibile che vada sempre tutto storto? Quindi Edward comincia a pensare al veleno: sarà la volta buona? Riuscirà a liberarsi della zia? Attenzione, perché il colpo di scena è dietro l'angolo.

Avete mai letto nulla di Richard Hull? Cosa ne pensate?